La centratura non è assenza di tempesta
Pensiamo che guarire significhi arrivare a un punto in cui certe cose non ci tocchino più.
Che la rabbia, la paura, la tristezza, a un certo punto smettano di presentarsi.
Come se da qualche parte ci fosse un confine, e una volta superato, le tempeste semplicemente si fermassero.
Non funziona così.
La guarigione non è assenza di tempesta.
È riuscire a stare dentro la tempesta in una maniera diversa.
Le cadute fanno parte del percorso
Mi capita spesso, nella mia pratica, di dover rassicurare studenti che si sentono smarriti quando un'emozione difficile si ripresenta nel loro quotidiano.
Una fragilità, una difficoltà che credevano superata, e che invece torna a bussare.
E in quel momento, spesso, mettono in discussione tutto:
Il lavoro fatto fin qui non ha funzionato?
Io non funziono?
Forse non guarirò mai.
Non starò mai più bene.
Frasi che ci siamo ripetuti tutti, dentro le nostre tempeste interiori, e che ci fanno sentire estremamente sbagliati.
Un nuovo modo di stare nelle cose
I miei studenti lo sanno, amo essere onesta con tutti loro: la guarigione emotiva non fa magie.
Non toglie le difficoltà.
Non ci rende intoccabili.
Quello che fa è umanizzarci.
Il lavoro interiore ha come obiettivo quello di tornare in contatto con quella vulnerabilità che tanto ci spaventa e imparare a gestirla.
In maniera nuova.
In maniera funzionale.
Il lavoro sul bambino interiore
Ecco perché il lavoro sul bambino interiore è così potente.
Perché ci permette di dare un volto a quella vulnerabilità: il volto di un bambino.
Il volto di quella parte di noi passata, che si è trovata a gestire cose più grandi di lei senza strumenti, senza guida, senza magari quella parte genitoriale che potesse aiutarla a stare nelle cose.
Attraverso questo lavoro andiamo a prendere per mano quella parte bambina che portiamo dentro, e a guidarla grazie a tutti gli strumenti che, crescendo, abbiamo imparato.
È esattamente questo quello che è successo con Monica.
Mi ha scritto questa mattina, dopo una sfida che le sembrava enorme, che è come se si sentisse una nuova Monica.
Come se la guidasse un'altra persona.
È esattamente questo.
L’ingranaggio bloccato
C'è un click, nel percorso col bambino interiore, in cui senti che le cose vanno a posto.
Tante volte le persone mi raccontano di sentire come un ingranaggio bloccato dentro di loro, a cui non riescono a dare un nome.
Ed è questa sensazione qua: un errore di piani, in cui sta comandando qualcuno che non dovrebbe comandare.
Mettere ordine dentro
Il lavoro sul bambino interiore lavora proprio lì: riunendo quelle parti che fino a quel momento parlavano lingue diverse, o peggio, non si parlavano affatto.
Il bambino che si spaventa.
La parte adulta che, se non guidata, finisce per gestire tutto a partire dalla paura invece che dalla consapevolezza.
Quando questi due si incontrano : quando il bambino interiore trova finalmente qualcuno che lo prende per mano… qualcosa, internamente, si riordina.
E quando dentro c'è ordine, la tempesta fuori non smette di esistere.
Ma tu la affronti diversamente.
Con quella stessa sensazione che descriveva Monica: non più sola dentro la sfida, ma guidata.
Questo è il lavoro che facciamo insieme nei miei percorsi.
Non per eliminare le tempeste, ma per insegnarti a riconoscere chi, dentro di te, ha bisogno di essere guidato, e come fare a guidarlo.
Se senti che dentro di te c'è ancora quell'ingranaggio bloccato, scrivimi e parliamone insieme.